Fukuoka
Lasciamo Beppu per raggiungere Fukuoka, per le ferrovie giapponesi è conosciuta con il nome di Hakata, mah!! Ci fermiamo in questa città, anche se non abbiamo molto idea di cosa ci sia da vedere. Decidiamo di andare in giro senza meta, di templi ne abbiamo visti abbastanza e quindi dedichiamo il pomeriggio senza scopi “culturali”. Consultando la cartina recuperata dall’ufficio turistico, camminiamo in lungo e in largo sino alla Fukuoka Tower, alta 234 metri, è il grattacielo più alto del Kyushu da cui si può osservare la città dall’alto. La torre è costituita da 8000 vetri a specchio, una manna dal cielo per i narcisisti. Accanto alla Fukuoka Tower c’è la Momochi-Koen, una spiaggia artificiale di 2.5 km, anche qui notiamo che non vanno matti per il mare e soprattutto per l’abbronzatura, non c’è tanta gente come ti aspetteresti su una spiaggia in una giornata festiva col il caldo soffocante. A pochi passi dalla spiaggia vediamo uscire i tifosi dal Fukuoka Yahoo Japan Dome, lo stadio di Baseball della città. Costruito nel 1993, con una capienza di 52.000 posti, è stato il primo stadio con il tetto retrattile del Giappone. Il Baseball per i Giapponesi è quello che il calcio è per gli Italiani. Mi stupisce come, dopo gli eventi di Hiroshima e Nagasaki, i Giapponesi abbiano “assorbito” in maniera così radicale alcune “passioni” tipicamente americane.
Nel nostro girovagare restiamo colpiti da un centro commerciale che farebbe impallidire i nostri. Canal City, una struttura ultra moderna con ovviamente miriade di negozi ma anche caffè e ristoranti.
Ci divertiamo ad assistere ad una folla di ragazzine che urlano ascoltando un gruppo di giovani cantanti che si esibivano nello spazio aperto, dalle urla delle fan, sembrerebbe di essere in presenza del più popolare gruppo pop di tutto l’estremo oriente, ma possiamo anche sopportare di non avere il loro autografo e soprattutto il loro ultimo cd. Sempre nella parte centrale, una fontana crea figure con giochi d’acqua a caduta, i segni zodiacali composti d’acqua in sospensione si susseguono in successione, davvero impressionante. La sera dei nebulizzatori spargevano acqua vaporizzata creando un effetto nebbia rinfrescante tra gli alberi, se non fosse per il caldo, sembrava di essere in una serata nebbiosa a Londra. Ormai è sera e non ci resta che mangiare, quale migliore occasione di provare i ristorantini tipici di Fukuoka? Sono gli Yatai, otre 200 banchetti lungo le sponde del fiume a Tenjin e Nakasu. Proviamo il piatto tipico di Fukuoka il Tonkotsu Ramen, una scodella in cui viene versato del brodo ricavato bollendo ossa di maiale e pezzi vari di carne, vengono poi aggiunti gli “spaghetti” di ramen e fette di maiale arrosto con guarnitura di erba cipollina spezzettata.

Lascio a voi giudicare l’aspetto dei piatti in cottura che avevamo di fronte mentre aspettavamo le ordinazioni, comunque i piatti erano decisamente buoni e abbondanti.
Questi banchetti-ristoranti vengono smantellati ogni notte e messi a “riposare” in qualche angolino per poi tornare in vita alla sera, consiglio vivamente di provarli.


