Viaggi

Okayama – Osaka

Lasciamo Hakata per raggiungere Osaka, durante il tragitto ci fermiamo a Okayama che dista 442 chilometri da Hakata, bruciati in un’ora e cinquantatre minuti dallo Shinkansen. Presso tutte le stazioni, come anche nella metropolitana, sono presenti degli armadietti a pagamento per poter lasciare i bagagli, i prezzi per 24 ore di deposito vanno da un minimo di 300 yen per quelli più piccoli sino a 600 yen per quelli più capienti dove ci stanno comodamente gli zaini. Lasciamo i bagagli alla stazione per poter visitare la città.

Okayama merita una visita perché ospita uno dei tre più grandi e famosi giardini di tutto il Giappone: il Korakuen.

Il giardino è davvero molto grande e curato in maniera maniacale, un quadro naturale che sicuramente merita di essere visto. Lo visitiamo passeggiando tra i laghetti, gli aceri cominciavano a diventare rossi, in pieno autunno o ad aprile durante la fioritura deve essere spettacolare. All’interno abbiamo assistito ad una esibizione musicale tradizionale molto caratteristica ma di una noia mortale, i suonatori di una lentezza che addormenterebbe persino un bradipo, suonavano concentratissimi, mettetevi comodi e godetevi lo spettacolo.

Riprendiamo il treno che in un’ora ci porta ad Osaka.

Osaka ci ha piacevolmente colpito, avevamo letto che era “brutta”, ma per noi è stata la città che più ci ha ricordato Hong Kong, anche perché noi l’abbiamo vissuta praticamente di sera. Ci siamo fermati in questa città due notti per usarla come base per visitare Koyasan. Non abbiamo cercato di visitare nulla di “culturale”, sia per mancanza di tempo, sia perché castelli e templi cominciavano ad affollarsi nei ricordi. All’imbrunire, ci godiamo un parco dove un divertente enorme calcio balilla intratteneva dei bambini.

Proseguiamo lungo il Nanba walk, un’area di shopping e  divertimento che si snoda in una galleria sotterranea dove si trova la stazione Namba della metropolitana, c’è anche una via pedonale lunga 5 chilometri al coperto ricca di negozi, ristoranti, locali, un concentrato di vita la Nipponbashi Dendentowm. Alla sera andiamo a visitare un grattacielo spettacolare, l’Umeda Sky Building, lo vediamo da lontano e man mano che ci si avvicinava diventava sempre più maestoso, è possibile salire sino in cima, prima in ascensore e poi con una scala mobile, sino qui è gratuito e ci sono dei negozi, se volete accedere al piano superiore per la vista panoramica bisogna fare un biglietto, ma già salendo in ascensore si ha la possibilità di ammirare Osaka di notte.

Per la cena, visto che Osaka è rinomata per la sua cucina, ci spostiamo a Dotonbori. Un quartiere che inizia con il suo famoso granchio meccanico gigante, insegne luminose enormi che ricoprono i palazzi, ristoratori che pubblicizzano i loro prodotti in mezzo alla strada, negozi iper illuminati, cinema, teatri ma soprattutto una marea di gente, è qui che ci sembrava di essere ad Hong Kong. Al ponte di Ebisubashi, punto cruciale della Osaka notturna, i neon illuminano a giorno il fiume, schermi pubblicitari immensi, Blade Runner non può non tornare alla mente passeggiando in questo quartiere.

Entriamo in una degli innumerevoli ristoranti e ordiniamo delle buonissime tako-yaki, palline di polpo fritto e una okonomiyaki di una specie di omelette guarnita con foglie di cavolo, carne e vegetali  che ci viene servita sulla piastra calda nel nostro tavolo, ovviamente accompagnata da una meritata birra.

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