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Nikko

Nikko

Partiamo al mattino presto dalla stazione di Asakusa a Tokyo prendendo la Nikko Line per raggiungere Nikko “luce del sole”, una delle città storiche più belle del Giappone. Situata in una regione montuosa  della prefettura di Tochigi a circa 140 chilometri a nord di Tokyo, contiene numerosi monumenti storici che sono inseriti nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. Dalla stazione di Nikko, potete prendere dei bus, oppure passeggiare per una trentina di minuti lungo il viale che dalla stazione porta al quartiere Tosho-gu per raggiungere il sito dei Templi. Se decidete per la passeggiata, lungo la Ote-dori Avenue incontrerete molti negozi di artigianato locale, falegnami che intagliano i geta, i famosi sandali giapponesi, e ristoranti. Alla fine della strada si arriva al complesso monumentale, vi accoglie il Ponte Sacro Shinkyo.

La leggenda narra che oltre 1200 anni fa, il monaco Shodo Shonin, fondatore del primo tempio buddista di Nikko, oltrepassò questo torrente sul dorso di due serpenti proprio nel punto dove attualmente sorge il ponte. In passato il ponte era riservato ai samurai, oggi, pagando una biglietto, potete attraversarlo. Noi siamo passati su un ponte adiacente da dove lo si può ammirare meglio!

Dopo una breve salita nel bosco, si arriva allo splendido complesso dei templi. Con un biglietto cumulativo (1300 ¥) si possono visitare tutti i templi compreso l’accesso al Gatto Dormiente nel tempio Tosho-gu, il prezzo dei singoli santuari si aggira sui 300/400 yen.

Una leggera pioggerellina avvolgeva in una atmosfera magica questi stupendi templi, tra cui il bellissimo santuario scintoista Tōshō-gū. E’ il mausoleo di Tokugawa Ieyasu il fondatore dello shogunato Tokugawa e dell’antica capitale Edo, l’attuale Tokyo.

Il complesso del santuario è riccamente decorato e consiste in una dozzina di edifici shintoisti e buddisti situati nel mezzo di un bellissimo bosco. Sulla sinistra sorge una pagoda di cinque piani, che rappresentano i cinque elementi: terra, acqua, fuoco, vento e vuoto.

Visitiamo i vari edifici ammirando i bellissimi decori, tra cui ve n’è uno noto in tutto il mondo, di cui non ne conoscevamo l’origine: si tratta di un bassorilievo rappresentante le famose tre scimmie “non sento, non vedo, non parlo”.

Il loro significato è “Non ascoltare il male, non vedere il male, non dire il male” e sono considerati gli spiriti guardiani del tempio, sono scolpite nella seconda raffigurazione partendo da sinistra.  Come guardiani, sono più “impressionanti” quelli della Porta Niten Mon.

Le quattro statue, due davanti sono gli dèi Komoku e Jikoku, e le due dietro rappresentano le divinità del vento e del tuono, una verde e l’altra rossa.

Circa 15.000 artigiani, provenienti da tutto il Giappone, parteciparono alla costruzione di questi templi, lavorando per due anni crearono uno dei più bei templi di tutto il Paese.

Riprendiamo il treno che in un paio di ore ci riporta a Tokyo, al nostro arrivo, mentre eravamo sul treno, sentiamo una scossa di terremoto che dura diversi secondi. Osservando la reazione dei giapponesi che praticamente non hanno alzato lo sguardo dal telefonino,  abbiamo dedotto che fosse una cosa del tutto normale e non ci siamo preoccupati.

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