Viaggi

Filippine

Agosto1992

Arrivammo a Manila con un volo da Singapore, il contrasto saltò subito agl’occhi., ci trovammo immersi in città caotica, sporca e rumorosa, inoltre fummo accolti da un violento temporale che allagò le strade trasformandole in torrenti e trascinando ogni cosa,  per raggiungere l’Hotel dovemmo ”guadare” la strada con l’acqua che arrivava alle ginocchia nella speranza di non calpestare qualche bestia strana. Le camere dell’albergo oltre che essere umide, ci accorgemmo solo a tarda sera che erano sopra una discoteca, la notte non riposammo molto per il caos. Come inizio non era male.

Di interessante da vedere a Manila vi è ben poco, spettacolari sono le Jeepneys, ci sono officine dove trasformano questi pulmini adornandoli di accessori cromati e decorazioni dai colori violenti, sembrano fare a gara a chi rende il pulmino più vistoso.

Decidemmo di prendere un volo per raggiungere  Bantoc  ancora più a nord di Bangio nel Luzon,  dove c’era il villaggio dei genitori di Isabel, la nostra amica filippina che viaggiava con noi dall’Italia. All’aeroporto ci aspettava un aereoplanino da venti posti, se l’avessi visto prima di prendere il biglietto sicuramente sarei andato a piedi. Il tempo era incerto e dopo un paio d’ore di volo traballante tra le nuvole e turbolenze varie atterrò, con stupore ci accorgemmo che era l’aeroporto di partenza e ci comunicarono che erano stati costretti a rientrare a causa del maltempo. Dovemmo organizzarci con la corriera, già alla stazione dei bus avremmo dovuto presagire cosa ci aspettava.

Dodici ore di viaggio tra i tornanti delle montagne sotto la pioggia e code interminabili dovute alla strada che in più punti era franata, devo dire che ogni tanto pensavo “ma chi me lo ha fatto fare???”, fortunatamente siamo arrivati, stremati ma salvi.

Qui alloggiammo a casa dei genitori di Isabel, una casa costruita tutta in legno nel centro del villaggio. Ci accolsero con molta ospitalità e ci regalarono subito un bellissimo copriletto fatto a mano. Per ricambiare dell’ospitalità, la mattina seguente andammo al mercato in paese per fare la spesa, sacchi di riso, patate, zucchero, pollame e quant’altro serviva.

Dall’Italia avevamo portato decine di magliette, felpe ed altro abbigliamento che abbiamo distribuito nel villaggio creando una certa euforia tra i bambini, il giorno dopo tutti indossavano qualcosa che avevamo portato ricambiandoci con dei ampi sorrisi.

La  mattina seguente il villaggio aveva organizzato per noi una rappresentazione dei loro balli in costume, fummo coinvolti nelle danze e ci costrinsero a vestirci con in loro costumi creando ilarità generale, decidemmo di ricambiare portandoli a pranzo in un capanno nel paese,  rimasi colpito vedendo un bambino che ripiegava dei pezzi di pollo nel fazzoletto per portarli alla famiglia la sera.

E’ sempre difficile accettare il fatto che qualunque cosa tu faccia, sia sempre solo una goccia nel mare, mi consolava il fatto che dai bambini traspariva la serenità e la felicità di un giorno vissuto diversamente.

Dovete sapere che nel 1986 Corazon Aquino, vedova del leader dell’opposizione Benigno Aquino Jr. assassinato all’aeroporto di Manila Nel 1983, divenne presidente scalzando Marcos e successivamente, alle elezioni del 1992, il Segretario alla Difesa, il Generale Fidel V.Ramos divenne presidente.

Durante il periodo di Marcos la guerriglia comunista, combatteva la corruzione e il nepotismo e si opponeva alla dittatura spalleggiata dagli americani e dai militari, alla caduta di Marcos, questi guerriglieri continuarono la lotta armata contro l’esercito regolare, solo nel settembre del 1996 il governo delle Filippine e il Fronte di Liberazione Nazionale Moro (MNLF, Moro National Liberation Front) hanno firmato un accordo di pace che ha messo fine, almeno formalmente, alla lotta armata combattuta per 24 anni dai militanti del MNLF al fine di ottenere l’autonomia di Mindanao.

Una sera, verso il tramonto, vidi arrivare una jeep con tre guerriglieri armati che perlustravano la zona, girarono intorno al villaggio ed andarono via, dieci minuti dopo arrivarono altre tre jeep con altri guerriglieri tra cui il capo del MNLF, che era amico del marito di Isabel, passarono un’oretta a chiacchierare, per poi andarsene, devo dire che un po’ di tensione si era creata, vedere gente armata fino ai denti non è cosa da tutti i giorni.

Salutammo i genitori  di Isabel e, tramite lei, lasciammo un contributo per ricambiare dell’ospitalità e dei regali.

Proseguimmo il nostro viaggio per arrivare a Banaue, famosa nel mondo per le sue terrazze di riso costruite circa 2000 anni fa dal popolo degli Ifugao, sono maestose e di una bellezza unica.

Ritornammo a Manila, percorrendo i 340 chilometri da Banaue in 12 ore di bus, per organizzarci per andare a SABANG famosa località balneare, purtroppo il tempo era inclemente, frequenti acquazzoni alternati da pioggia, ci fecero desistere di raggiungere il mare. Visto che il volo di rientro per l’Italia prevedeva uno scalo (Malesia) e successivamente il volo intercontinentale, andammo alla nostra compagnia aerea e riuscimmo ad anticipare la prima tratta aerea in modo da poter stare qualche giorno in Malesia.

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