Viaggi

Marocco

Agosto 2010

Quest’anno decidiamo di tornare in Africa dopo le splendide esperienze vissute viaggiando in Sudafrica e in Namibia. Organizziamo il nostro viaggio in Marocco due settimane prima della partenza, prenotando il volo, l’auto e la prima notte a Casablanca, tutto tramite internet. Per il volo, visto che ci siamo mossi all’ultimo, non siamo riusciti a trovare un prezzo particolarmente conveniente, scegliamo un volo con la Lufthansa Torino-Casablanca A/R a 350 €. Per l’auto prenotiamo tramite il sito Globel Car, era quello che offriva l’auto a minor prezzo, 27 € al giorno, all’arrivo a Casablanca abbiamo capito il perché.

1° Giorno

Arriviamo all’aeroporto di Casablanca alle 2 del mattino, siamo accolti dagli impiegati del’agenzia di autonoleggio e scopriamo che il prezzo pattuito su internet non corrispondeva, dopo un’ora di discussione paghiamo 50 € più del preventivo e ritiriamo l’auto, altra sorpresa, l’auto ha più di centomila chilometri ed era decisamente malandata, vista la tarda ora raggiungiamo l’albergo. Appena scendiamo dall’auto un parcheggiatore ci chiede dei soldi come guardiano notturno, veniamo così a scoprire la prima usanza marocchina, ogni luogo in cui lascerete l’auto vi chiederanno dei soldi per la “custodia” che vanno dai 10 Dirham per la tariffa diurna ai 20 per la notturna. Anche quando parcheggiate l’auto in un posto dove non vedete nessuno, magicamente al vostro ritorno troverete un parcheggiatore che vi chiede soldi.

Il mattino seguente partiamo da Casablanca per raggiungere Rabat, capitale e una delle città imperiali. L’autostrada ci porta velocemente a destinazione (21 Dirham) il termometro dell’auto segna 43° gradi, l’auto è senza aria condizionata e non funzionano neanche le ventole.

Avevamo deciso di fermarci a pernottare ma la città, dopo una visita di mezza giornata girovagando nella Medina, ci ha un po’ deluso, l’abbiamo trovata caotica, sporca e con poche attrattive turistiche, decidiamo di riprendere l’autostrada (31 Dirham) e di proseguire per Meknes. Cerchiamo da dormire prima nella Medina e poi, visto il rapporto qualità/prezzo delle camere che abbiamo visto ci spostiamo nella Ville Nouvelle, dove troviamo un bel albergo a prezzi ragionevoli, l’Hotel Majestic situato al 19 di Avenue Mohammed V (272 Dirham compresa colazione, il personale parla italiano). Lasciamo l’auto e a piedi raggiungiamo la piazza principale, Place el-Hedim, antistante l’ingresso della Medina è enorme e la sera si affolla di banchetti, venditori e artisti di strada. Visto che ormai era sera ci divertiamo ad osservare la vita che riempiva la piazza e decidiamo di non visitare la Medina di sera visto che ci era stato sconsigliato. Finiamo la giornata, decisamente lunga e stremati dal caldo, con una cena in un ristorante vicino l’albergo (40 Dirham a testa).

2° Giorno

Da Meknes partiamo per visitare i dintorni, ci fermiamo prima a Moulay Idriss, città santa del Marocco. Arroccata sui contrafforti del massiccio del Zerhoun, la città si può suddividere in due zone, una più elevata chiamata Khiber, che s’adagia verso il massiccio  ed una più in basso rappresentata dal quartiere Tasga.

La zona sacra di Moulay idriss, quella che ospita la tomba di Idriss,  sorge a circa metà strada tra i due quartieri. Quest’area sacra è interdetta ai non musulmani, ma anche rimanendo all’esterno è possibile scorgere alcune interessanti architetture del complesso religioso. Salendo nel quartiere Khiber si raggiunge la terrazza panoramica, La Terrace, da dove si gode un magnifico panorama della città compreso gli edifici del Territorio Sacro.

Lasciamo Moulay Idriss per raggiungere il vicino al sito archeologico di Volubilis, che fa parte della lista UNESCO dei patrimoni dell’umanità, dove si possono ammirare resti antichi di una città romana, con esempi di mosaici pavimentali.

Al rientro a Meknes, l’auto comincia a darci problemi, fortunatamente riusciamo a raggiungere l’albergo e contattiamo l’agenzia di autonoleggio che nel giro di 4 ore ci raggiunge e ci sostituisce l’auto con un modello recente e affidabile.

3° Giorno

Il mattino ci addentriamo, senza guida, nella Medina di Meknes, cerchiamo di seguire un percorso ma inevitabilmente ci ritroviamo a girovagare senza meta tra le viuzze ricche di bancarelle colori ed odori..

Tra gli infiniti Souk e bazar si trovano moschee che non sono accessibili a chi non è musulmano, mentre assolutamente da visitare è la Medersa Bou Inania, scuola coranica costruita intorno al 1350 dal medesimo costruttore di quella di Fès Bou Inan.


Il cortile della scuola presenta raffinate decorazioni interne con la base in mattonelle zellij, la fascia centrale in stucco e quella superiore in legno d’ulivo intagliato, mentre il soffitto è di cedro. Ai lati del cortile, nelle celle al piano terra vivevano gli allievi più piccoli, mentre gli studenti più grandi e gli insegnanti stavano al piano primo.

Orari, prezzi e giorni di visita: tutti i giorni; 9.00-12; 14.00-18.00. Prezzo = 10 Dirham

A ovest della Medina si trova Il quartiere ebraico Mellah, mentre attraversando la piazza si trova

Il Mausoleo di Moulay Ismail, tomba del veneratissimo sultano Moualy Ismail è uno dei pochi monumenti religiosi visitabili in Marocco anche dai non musulmani.

Orari e giorni di visita: 8.30-12.00; 14.00-18.00. Tutti i giorni escluso il venerdì per i non musulmani. L’ingresso è libero.

Della Città Imperiale di Moulay Ismail, si può visitare uno dei pochi monumenti rimasti intatti, la porta Bab El Monsour. Affianco alla porta di Bab el Monsour c’è una piccola porta dello stesso stile, la Bab Djemaa en Nouar.

Il pomeriggio ci spostiamo a Fès, anche qui dopo aver visto qualche alberghetto nella Medina decidiamo di spostarci  nella Ville Nouvelle, più comoda per chi ha un’auto da parcheggiare e ci sistemiamo all’Hotel Royal al 36 Ave Soudan, (190 Dirham per una doppia), stanza molto essenziale. Passiamo le poche ore che ci separano dal tramonto passeggiando lungo i viale della Ville Nouvelle per concludere la serata con un’ottima cena a base di pesce (60 Dirham).

4° Giorno

Raggiungiamo in auto uno dei parcheggi vicino alle mura e ci addentriamo nella Medina di Fès , la più grande del Marocco e inserita nella lista UNESCO dei patrimoni dell’umanità. Entriamo nella Medina attraverso la porte Bab Boujeloud e ci ritroviamo in un dedalo di viuzze affollate con banchetti di ogni cosa. Tra le moschee, madrease, innumerevoli souq e bazar e i foundouk; antenati dei caffè francesi, si alternano profumi come la menta fresca e spezie di ogni colore a odori più forti della carne esposta a cielo aperto per finire con odori nauseabondi che provengono dai bagni della concia, che si intensificano all’avvicinarsi nel souk dei tintori.

Salendo sulla terrazza di uno dei tanti negozi di pellame, si può vedere il lavoro massacrante dei tintori chini sulle tinozze colorate di tinture di ogni colore e le vasche per la concia nelle quali vengono aggiunti ingredienti quali escrementi di piccione e di mucca, oli di pesce, estratto di cervello di animali, grassi animali, acido solforico.

Tra i luoghi da ammirare, sicuramente da non perdere la splendida Médersa Bou Inania, ha la fama di essere uno dei monumenti più belli del Marocco. Questa scuola coranica fu costruita dai Marinidi per volontà del sultano Bou Inan tra il 1350 e il 1357. Decorata con legno di cedro intarsiato e con i famosi. Questa Medersa comprende anche una splendida Moschea con il suo minareto, non visitabile ai non musulmani.

Orari e giorni di visita: tutti i giorni dalle ore 8.30 alle 17.30. Durante il Ramadan l’ingresso è consentito dalle ore 9.00 alle 16.00. Il biglietto costa circa 2 €.

Vicino alla Médersa si può visitare il palazzo di Dar-Batha che ospita il museo dell’artigianato marocchino. Si possono ammirare oggetti in legno, zellij, tappeti e una splendida collezione di ceramiche tra cui le tipiche ceramiche blu cobalto di Fès. All’interno del palazzo ci si può rilassare ammirando i suoi giardini e cortili silenziosi.

Orari e giorni di visita: lun. merc. giov. sab e dom. ore 8.30-12.30; 14.30-18.00. ven 8.30-11.30 e 15.00-18.00. Il martedì è chiuso. Il biglietto costa all’incirca 2 €.

Immancabilmente, girando da soli, ci siamo persi nella Medina, ma basta chiedere a qualche negoziante la giusta direzione per riuscire a ritrovarsi. La sera e sconsigliato avventurarsi nella Medina ma di giorno si può girare da soli in assoluta sicurezza.

5° Giorno

Lasciamo Fes in direzione sud e dopo 50 chilometri raggiungiamo Ifrane, sembra di aver usato un teletrasporto modello Star Trek. Siamo passati dai 43° gradi ai 25°, questa cittadina situata nel Medio Atlante ricorda un paesino alpino in Svizzera. Situata a 1600m sopra il livello del mare è circondata da pini, querce e foreste di cedri. Approfittiamo per riprenderci dalla calura patita nei giorni scorsi, rilassandoci qualche ora prima di procedere sino a Midelt. Abbiamo scelto questa località per spezzare il viaggio sino a Merzouga, ma non c’è nulla da vedere, per dormire ci siamo fermati al Hotel El Massira (160 Dirham a stanza compresa colazione). Il proprietario è molto gentile e disponibile, le stanze sono molto essenziali. Per trovare da mangiare in centro si può trovare qualche banchetto che offre polli allo spiedo decisamente molto cotti, bisogna accontentarsi.

6° Giorno

Durante il tragitto per raggiungere Merzouga, attraversiamo le Gole dello Ziz, un tratto molto spettacolare provocato dall’erosione dello uadi Ziz. Alcuni villaggi fortificati, spesso in stato di rovina, sorgono sui versanti della gola. La strada prosegue costeggiando il lago artificiale formato dalla diga di Hassan ed-Dakhil per raggiungere quindi la moderna città di er-Rachidia, Proseguiamo per Erfoud, principale centro del Tafilalet; e dopo altri 50 km ecco Merzouga, villaggio alle porte del deserto (erg Chebbi). All’ingresso del villaggio siamo assaliti da varie guide che propongono tour nel deserto o alberghi, noi volevamo cercare un hotel segnalato dalla Lonely Planet, ma dopo aver girato a vuoto ci siamo arresi a abbiamo contrattato con una guida che ci ha portato ad un albergo vicino alla Meison Rural, 300 Dirham a testa per camera con aria condizionata, tour nel deserto con pernottamento e cena in un campo berbero e colazione al rientro in albergo al mattino.

Abbiamo due ore prima del tramonto e approfittiamo della camera per una doccia e riposarci. Alle 18.30  prepariamo uno zainetto e saliamo sui dromedari, passiamo due ore ciondolando tra le dune prima di raggiungere il campo dove dopo una cena a base di Tajine e come dessert melone ci stendiamo sui tappeti all’aperto e passiamo la notte. Prima dell’alba ci alziamo e rientriamo al hotel dove ci riposiamo un paio d’ore  prima di riprendere il nostro viaggio.

7° Giorno

Raggiungiamo la Gola del Todra,  passando per Tineghir che sorge ai piedi di un magnifico palmeto dominato da un’imponente kasba, la vista è spettacolare, il rosso della kasba con il verde del palmeto e dei campi e lo sfondo delle montagne, creano dei giochi di colore fantastici. Arriviamo al fondo della gola e ci fermiamo all’Hotel La Vallaè (150 dhiram a testa per mezza pensione), l’aria fresca ed il posto tranquillo ci fanno decidere di pernottare due notti. Dopo una passeggiata tra le imponenti pareti calcaree alte più di 300 m ci gustiamo un’ottima cena.

8° Giorno

La meta di oggi  e la visita alla Valle del Dadès, ripercorriamo al contrario la strada che attraversa la Gola del Todra, ripassiamo per Tineghir e imbocchiamo la strada che attraversa la Valle delle Rose, che ad agosto non dice nulla ma da aprile-maggio, dovrebbe essere ricca di rose in fiore. Per tutta la giornata siamo accompagnati da una pioggia torrenziale ma con scorci di sole che creavano effetti di luce stupendi. Imbocchiamo la Valle del Dadès, che a dir poco è spettacolare, una varietà di formazioni rocciose di tutti i colori costellata da kasbe in rovina si alternano percorrendo la strada che si snoda a tornanti lungo le pareti di un profondo canyon.

Siamo andati avanti il più possibile percorrendo un tratto in sterrato nella speranza di percorrere gli ultimi 15 chilometri che separano questa valle con le gole del Todra ma ad un certo punto, se non si possiede un fuoristrada, bisogna tornare indietro.

9° Giorno

Ci rimettiamo in viaggio, passando da Ouarzazate attraverso le maestose cime e le creste del Djebel Sarhro con la strada che culmina al passo di Tizi n’Tinififft (1660 m) arriviamo sino ad Agdz dove ci fermiamo in un albergo dentro la Kasbah, molto particolare. Non c’e nulla in questa città, ma passeggiare nella Kasbah desolata con qualche ragazzino che ti saluta senza chiederti niente in cambio ha il suo fascino.

10° Giorno

Ripartiamo percorrendo la Valle del Draa, uno spettacolare nastro verde creato delle oasi, circondato dal rosso delle rocce e delle Kasbahs.

Seguiamo il fiume Oued Drâa, fiancheggiato da palme sino ad arrivare a Zagora. Questa città è un altro punto di partenza per visitare il deserto ma molto meno affascinante di Merzouga dove le dune del Sahara sono a pochi passi dal villaggio. Invece Zagora è una città turistica e per vedere il deserto bisogna addentrarsi su piste sterrate per almeno una quarantina di chilometri.

Se pensate di fare un’escursione nel deserto scegliete Merzouga. Ripercorriamo la strada in senso inverso ed arriviamo sino a Ouarzazate dove alloggiamo all’Hotel Nadia (250 Dirahm compresa colazione). Prima di entrare in città, sulla strada per er-Rachidia, visitiamo la Kasba di Taourirt tra le meglio conservate del Marocco. Antica residenza del pascià di Marrakech, costruita in fango e terra cruda,  è costituita da molteplici stanze disposte su più piani

11° Giorno

Seguendo la strada P 31, a una trentina di km da Ouarzazate, sorge la splendida Kasba di Ait Benhaddou, uno dei posti più spettacolari del Marocco.

Patrimonio dell’umanità tutelato dal Unesco che sta sovrintendendo all’opera di restauro, il villaggio fortificato costellato di torri è situato in magnifica posizione, ai piedi di un’ampia vallata. Si entra da una delle porte dopo aver attraversato un torrente, se non volete bagnarvi le scarpe, i ragazzini vi faranno attraversare il guado a cavalcioni di un asino in cambio di qualche Dirham.

Per la sua scenografica bellezza Ait Benhaddou e i dintorni di Ouarzazate sono stati scelti da vari registi per girare film, come Sodoma e Gomorra di Orson Welles, Gesù di Nazareth di Zeffirelli, Lawrence d’Arabia e il Gladiatore di R. Scott.

All’interno della Kasba si cammina tra gli stretti vicoli e passaggi coperti dove si affacciano variopinti negozi di artigianato sino a salire sulla sommità della collinetta da cui si ha una spettacolare panoramica della kasba.

Proseguiamo il viaggio sino al passo di Tizi n’Tichka (2260 m), il più elevato tratto stradale del Marocco. La strada che congiunge Ouarzazate a Marrakech ha una varietà di paesaggi, una ricchezza di colori e di panorami veramente da mozzafiato. Dopo il passo la strada prosegue in un susseguirsi di stretti tornanti tra le imponenti montagne dell’Atlante. I villaggi che si incontrano copiano fedelmente i colori della montagna confondendosi con lo sfondo, si passa dall’arancione chiaro al rosso scuro toccando svariate sfumature. Raggiungiamo Demnate, per poi proseguire per 5 km per ammirare il ponte naturale di Imi Nifri, una delle attrazioni naturalistiche della zona. A 200 metri dal ponte abbiamo pernottato presso il Riad Aghbalou (180 Dhirham a testa mezza pensione), è un posto talmente bello, tranquillo e dove si mangia decisamente bene che abbiamo deciso di fermarci due notti.

12° Giorno

Al mattino, dopo una abbondante colazione, raggiungiamo in auto le Cascate di Ouzoud, sono le più alte del Marocco e precipitano da un’altezza di 110 metri, offrendo uno spettacolo naturale di grande bellezza.

Una stradina permette di scendere in basso sino al corso del fiume, si possono facilmente vedere le bertucce per nulla intimorite dai turisti.

Lasciamo le cascate e ci avventuriamo in una strada secondaria che si snoda nella Valle Aït Bougomez, nell’Alto Atlante. Questa regione, nota come “valle felice”, è da pochi anni percorribile senza fuoristrada visto che hanno asfaltato le strade, anche se bisogna guidare con molta prudenza dato che la parte asfaltata e per un’auto sola ed incontrando un veicolo in senso contrario bisogna buttarsi sullo sterrato. La stradina si inerpica in continui tornanti offrendo scenari di montagne venate di mille colori, dei paesaggi veramente mozzafiato. Dopo un paio di ore invertiamo il senso di marcia e torniamo indietro visto che non ci sono indicazioni di alcun tipo e non abbiamo capito dove saremmo arrivati percorrendo quella strada.

13° Giorno

Raggiungiamo Marrakech, per prima cosa cerchiamo da dormire, ci orientiamo verso la Ville Nouvelle dove troviamo un bel albergo l’Hotel du Pacha Rue De La Liberte 33 (350 Dirham per la doppia). Lasciamo l’auto e in a mezz’ora a piedi siamo sulla piazza Jemaa-el-Fna.

Il termometro segna 46°, sarà anche stato un caldo secco ma vi garantisco che si faceva sentire e il sole mordeva che andava bene. Dalla piazza non ci resta che tuffarci nella Medina, ci troviamo a girovagare tra i mille vicoli del suq dove è impossibile non perdersi tra le centinaia di bancarelle che espongono di tutto: vestiti, pugnali, borse, oggetti in ferro battuto, lampade, spezie e frutta, tappeti di ogni dimensione e colore, babucce. I bugigattoli si susseguono, alternandosi alle botteghe artigiane, proponendo tutte le stesse cose. Ovviamente nessuno ha il prezzo esposto. Se vi interessa qualcosa bisogna armarsi di pazienza e cominciare a contrattare, il prezzo di partenza varia da molte cose, a partire dalla nazionalità di chi acquista per finire all’interesse che uno mostra per ciò che vorrebbe acquistare. I colori vivaci ed il profumo della menta fresca si alternano agl’odori più forti delle botteghe che lavorano il ferro o il legno. Per ritornare alla piazza basta chiedere qualche informazione  ai negozianti che gentilmente vi indicheranno la strada. E’ difficile immaginare come poteva essere la Medina di un tempo, ora è sicuramente più attenta alle esigenze del turismo. La cosa si accentua di più sulla piazza, dove nel tardo pomeriggio si affolla in maniera inverosimile. Accanto ai venditori di arance che spremono sul momento la frutta e vi offrono per pochi dirham grandi bicchieri di aranciata, vengono allestiti banchetti che cucinano i piatti tipici marocchini, consumabili in tavolini improvvisati, che creano nuvole di fumo che invadono la piazza. Molto pittoreschi, anche se solo ad uso e consumo dei turisti, si aggirano venditori d’acqua in costume tipico, incantatori di serpenti, dentisti che espongono manufatti decisamente datati, acrobati, cantastorie, danzatori e donne velate che dipingono le mani con l’henne. Tutti vi chiederanno qualche Dirham anche se volete solo scattare una foto. Concludiamo la serata cenando in uno dei numerosi ristoranti (40 Dirham) che si affacciano sulla piazza che da spettacolo di se.

14° Giorno

Iniziamo la giornata visitando le Tombe Saadiane, riscoperte solo nel 1917, sono un bellissimo esempio di arte marocchina-andalusa abbellite con le numerose decorazioni a zelij (colorati mosaici marocchini). Ritornando verso la piazza Jemaa-el-Fna, ci fermiamo ad ammirare la moschea Koutoubia, un simbolo di Marrakech che prende il nome dal mercato di libri vicino cui è collocata. Non è difficile da trovare, il suo minareto alto 70 m. è visibile in ogni punto della città.

Ci rituffiamo nell’ombra della Medina per visitare labellissima Medersa Ben Youssef, scuola Coranica costruita nel 1570 dai Saadiens, uno dei gioielli di Marrachech. Un’altra perla da non perdere è il Palazzo della Bahia, costruito alla fine del XIX secolo, ospitava la famiglia di Bou-Ahmed, le sue mogli, le sue concubine e gli innumerevoli figli. All’interno di questo palazzo signorile, ci siamo rilassati nei suoi giardini molto curati ammirando le decorazioni dei cortili.

Un altro palazzo da visitare è il Palais del Badi, ma sono rimaste solo le rovine della sua antica struttura. Invece da non perdere è il Museo di Arte Marocchina Dar Si Said che si trova a soli 5 minuti da Djemaa el-Fna. Si possono ammirare ogni genere di oggetto dell’artigianato e dell’arte popolare proveniente dal Marocco nel corso dei secoli: sculture in legno, ceramiche, strumenti musicali, tappeti, armi, ospitati in un antico e splendido palazzo. Altro museo da visitare è il Musee de Marrakech, anch’esso ospitato nello splendido Palazzo Mnebbi. Chiudiamo l’intensa giornata con una meritata cena, ci sarebbe stata bene anche una fresca birra mah….

15° Giorno

Lasciamo Marrakech in direzione del mare, superate le montagne dell’Atlantide, veniamo accolti dall’aria fresca dell’oceano atlantico che per nostra gioia abbassa la temperatura a livelli accettabili. Ci troviamo ad Agadir, ci sistemiamo presso l’Hotel La Tour du Sud (200 Dirham per la camera). Agadir è una città molto turistica, ricca di alberghi e ristoranti, ci si rilassa sulla spiaggia, la sera si passeggia sul lungomare, si possono gustare ottimi piatti di Tajine di pesce e Cous Cous (60 Dirham), insomma tutto quello che si può fare in una località di mare.

16° Giorno

Per cambiare panorama a 15 km. da Agadir, raggiungiamo la spiaggia di Banana Village ad Aourir. Qui i surfisti si divertono a cavalcare le onde, noi ci rilassiamo sulla lunga spiaggia sabbiosa sotto l’ombrellone.

17°-18° Giorno

Risaliamo la costa, appena ci si allontana dal mare il caldo diventa opprimente. Ci fermiamo a Essaouira presso l’hotel Residence Essaouira Mogador, che per 300 Dirham ci danno un appartamento con la cucina. Dopo aver fatto un po’ di spesa al supermercato andiamo a visitare la Medina bianca e azzurra che si affaccia sul mare.

Nel tardo pomeriggio andiamo al porto dove i pescherecci rientrano e vendono il pescato direttamente sulla banchina. Il giorno successivo lo passiamo sulla spiaggia.

19°-20° Giorno

Continuiamo a risalire la costa si a raggiungere Oualidia, ci sistemiamo in uno degli alberghi che si affacciano sul mare (250 Dirham compresa colazione). Questa piccola località di mare è molto tranquilla, non ancora invasa dal turismo di massa, il mare e stupendo e si possono fare lunghe passeggiate sulla spiaggia risalendo parte della laguna che si affianca al mare per molti chilometri a nord. Un posto ideale per rilassarsi e godersi una buona cucina.

21° Giorno

Riprendiamo il nostro viaggio sino a El-Jadida, città fortificata portoghese, non c’è molto da vedere. Si può camminare sulle mura, visitare la cisterna portoghese e camminare nelle stradine. Non vale la pena fermarsi per dormire ma se si vuole spezzare il viaggio va bene. Un’altra cittadina interessante è Azemmour, un piccolo paesino che si affaccia sul fiume, dove, passeggiando all’interno delle mura, non abbiamo incontrato turisti e le persone ti salutano senza secondi fini, una cosa rara in Marocco. Alle 19 raggiungiamo Casablanca.

22° Giorno

Dopo un’abbondante colazione visitiamo il centro storico, ci sono molti edifici degli anni 30 di origine francese ma molti sono lasciati al loro destino e abbiamo trovato la città  molto sporca. Un percorso a piedi lungo Boulevard Mohammed V, offre il meglio di questa città. Gli edifici in stile Mauresque, connubio tra lo stile coloniale francese e quello tradizionale marocchino,  si concentrano in questa zona, si possono ammirare la

Cathèdrale du Sacrè Coeur, l’Ancienne Prèfecture, la Posta Centrale e la Banque al-Magrhrib. Per fare gli ultimi acquisti ci siamo diretti nella Ancienne Medina, costruita alla fine del 1800.

L’attrattiva più importante di Casablanca è sicuramente la Moschea di Hassan II.

Terminata nel 1993 da 6000 artigiani marocchini che lavorando giorno e notte hanno prodotto meravigliosi lavori di intaglio, decorazioni zellij e rilievi in stucco, è il più grande edificio religioso al mondo dopo la Mecca e il minareto, con i suoi 210 m di altezza, è il più alto del mondo. L’impatto visivo è davvero notevole e la sua posizione vicina al mare ne esalta la grandiosità. La moschea è uno dei pochi edifici religiosi del Marocco aperta anche a chi non è musulmano, ovviamente bisogna pagare (10 €).

Alle 23 ci rechiamo all’aeroporto dove riconsegniamo l’auto e ci imbarchiamo sul volo per ritornare a casa.

In conclusione posso dire che la parte che ci è piaciuta di più è sicuramente lo scenario naturale che offre il Marocco. L’Atlante con le sue montagne, il deserto, il mare, le gole dai colori intensi e i palmeti sono sicuramente la parte più interessante del viaggio. Le città imperiali le abbiamo trovate molto simili e turisticamente molto sfruttate. Sicuramente da visitare ma per apprezzare il Marocco bisogna assolutamente scoprire la sua natura incontaminata dai colori più variegati.


1°        Casablanca – Rabat – Meknes  246 Km.
2°        Meknes – Moulay Idriss – Volubilis  50 Km
3°        Meknes – Fes 70 Km
4°        Fes
5°        Fes – Ifrane – Midelt 205 Km

6°        Midelt – Gole di Ziz – Er Rachidia – Rissani – Merzouga 270 Km
7°        Merzouga – Gole del Todra 200 Km
8°        Gole del Todra – Valle delle Rose – Dadès 150 km
9°        Gole del Todra – Ouarzazate – Agdz 230 Km
10°      Agdz – Zagora – Ouarzazate 250 km
11°      Ouarzazate – Demnate 145 Km

12°      Demnate – Cascate Ouzoud –ValleAït Bougomez – Demnate 200 Km
13°      Demnate – Marrakech 106 Km
14°      Marrakech
15°      Marrakech – Agadir 255 Km
16°      Agadir
17°      Agadir – Essaouira 175 Km
18°      Essaouira
19°      Essaouira – Oualidia 190 Km
20°      Oualidia
21°      Oualidia – El-Jadida – Casablanca  180 Km
22°      Casablanca

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