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Hiroshima e Isola Miyajima

Tristemente famosa in tutto il mondo, oggi Hiroshima è una città tranquilla ed ovviamente non ha molte cose da visitare se non l’Hiroshima Peace Memorial Museum ed il Memorial Park. Arriviamo in città verso le 11 del mattino ed andiamo subito in tram a visitare il museo. Davanti al museo rimane in piedi l’unico edificio che non fu devastato dall’esplosione, il Dome, in ricordo di quella tragedia.

L’ingresso al museo ha un prezzo simbolico di 50 yen (40 centesimi di €), sono disponibili delle audio guide in italiano che vi consiglio di prendere. Il museo, ovviamente, è concentrato sul disastro che il 6 agosto 1945 alle 8:16 provocò il lancio della bomba atomica causando 285.000 vittime la maggior parte delle quali civili. Il museo espone suppellettili delle vittime, fotografie e altri materiali che testimoniano gli orrori del bombardamento atomico.

Nell’istante della detonazione la temperatura centrale nel punto di esplosione ha superato il milione di gradi centigradi e si è generata una enorme palla di fuoco. Dopo un secondo la palla si è espansa fino a 280 m di diametro. La sua temperatura  ha raggiunto 5000 gradi centigradi e dalla palla sono stati irradiati intensi raggi calorifici ed il violentissimo vento esplosivo che hanno distrutto e bruciato quasi tutte le costruzioni  nel raggio di 2 km dall’ipocentro dell’esplosione.

Nel pomeriggio riprendiamo il treno per raggiungere Miyajima, un’isola che si trova a circa 25 chilometri a sud di Hiroshima. Il traghetto, compreso nel Japan Rail Pass, parte da Miyajimaguchi ed in 15 minuti vi porta sull’isola.

Quest’isola santuario è stata considerata sacra e al tramonto è davvero stupenda. L’immenso Tori che sulla spiaggia aspetta l’alta marea, offre occasione di far delle belle foto, non per niente viene considerato come uno dei “tre più bei paesaggi” del Giappone.

Anche qui ci sono i cervi che vagano liberi per le strade ed è rilassante passeggiare nelle stradine di questa isola e visitare il  santuario di Itsukushima unico nel suo genere, per essere costruito con palafitte direttamente sull’acqua, e per la sua antichità: fu realizzato nel 12° secolo da Taira no Kiyomori.

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